LA NOSTRA STORIA

Trasformare la passione per la corsa e l’amore per il proprio territorio in qualcosa di utile e concreto per gli altri.

Con questo obiettivo è nata, a fine 2010 a San Prospero, la squadra F70 Freesport grazie a un gruppo di amici storici, che in quella zona sono nati e cresciuti, uniti anche dalla passione per questo sport.

«Ci siamo sempre allenati nelle nostre zone, vicino all’Enza – racconta Davide Bragazzi, il presidente – quelle in cui da ragazzini andavamo a pescare. Le stesse che sono state teatro del sequestro di Tommy».

Una vicenda drammatica, quello del piccolo Tommaso Onofri, che ha colpito tutti, loro per primi. «Per molto tempo – ricorda Davide – nessuno ha più più avuto il coraggio di tornare a correre lì. Una sera però, durante una corsetta in gruppo, ci siamo trovati di nuovo in via del Traglione, a pochi passi dal cippo di Tommy e ci è venuta la voglia di provare a trasformare la nostra passione in qualcosa di utile. Tanti di noi, fino a quel momento, non avevano mai voluto legarsi a una squadra, preferivano correre liberamente e senza vincoli, così ci siamo detti: perché non crearne una nostra, legata alla nostra comunità, che abbia anche obiettivi diversi, oltre a quelli puramente sportivi?». Detto, fatto. «All’inizio eravamo una decina e ci siamo appoggiati al circolo Frontiera 70 per creare il gruppo corsa. Nel 2014 siamo diventati indipendenti e oggi l’F70 Freesport ha 50 tesserati».

Ma torniamo al 2010. «Abbiamo creato la nostra squadra con un obiettivo preciso: organizzare «La corsa di Tommy», con il desiderio, da una parte, di non dimenticare quanto accaduto al piccolo Tommaso e, dall’altra, di raccogliere fondi per progetti di solidarietà. Abbiamo contattato Paola Pellinghelli e l’Associazione Tommy nel cuore: ne è nata una bellissima collaborazione, un’amicizia che ci lega fin dall’inizio del progetto. E gli inizi, davvero, non sono stati semplici, da tanti punti di vista. Nonostante questo, siamo riusciti negli anni a coinvolgere tante persone, enti, aziende. Questo ci rende fieri e soddisfatti».

Grazie a loro, a mamma Paola e ai volontari, il cippo di Tommy è stato ripulito da tonnellate di sporcizia e rifiuti. Ogni anno, si organizzano con mezzi propri prima della gara per raccogliere tutto ciò che gli incivili scaricano nell’argine del Traglione, restituendo a quel luogo il decoro che merita.

Da quel cippo passa il percorso della Corsa di Tommy e anche della camminata e per tutti è inevitabile, arrivati a quel punto, fermarsi per una preghiera, un pensiero o anche solo qualche attimo di silenzio, quando di parole non ce ne sono.

«E’ bello condividere non solo gare e allenamenti ma anche progetti importanti – dice Davide – Questo è, semplicemente, il nostro modo di intendere e di vivere lo sport, con passione, libertà e concretezza. Ormai è difficile trovare il tempo per allenarci insieme, ma ci piace così, senza obblighi, a parte ovviamente quello di non arrivare mai davanti a me in gara, senza prima chiedere il permesso – scherza Davide – In fondo, siamo un gruppo di amici, una famiglia allargata, con tutti i pro e i contro che questo comporta e anche se a volte si bisticcia, a fine gara pane e salame non mancano mai. Dopo le fatiche di una corsa, il “terzo tempo” è quello che ci vuole».

LA SQUADRA